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Cinema e crowdfunding - Il caso di "Uomini Proibiti"

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Uomini Proibiti è un film-documentario diretto da Angelita Fiore. La campagna di crowdfunding "Uomini Proibit" è terminata con successo su Ulule a inizio Giugno 2015 ed il film è stato selezionato e premiato per partecipare a vari festival di cinema. 
Come regista-progettista ultra coinvolta nella campagna di crowdfunding, Angelita Fiore ha accettato di condividere con noi la sua esperienza del crowdfunding. 
 

>> Cosa ti ha ispirato ad utilizzare il crowdfunding come canale di finanziamento per "Uomini Proibiti"?
Credo che oggi sia fondamentale per chi fa cinema indipendenteaffidarsi alle nuove forme di finanziamento a cui i new media e i social network ti permettono di attingere. Il crowdfunding può essere un ottimo canale di ricerca fondi, soprattutto per il mondo del documentario che, nella scala gerarchica dei finanziamenti, non gode di uno spazio considerevole tra i canali istituzionali. Diviene, così, necessario ripensare ai vari procedimenti e immaginare un sostegno dal basso, proveniente cioè dalle persone, che oggi sono più che mai disponibili ad aiutare.

>> Quale era il tuo obiettivo principale: semplice finanziamento, comunicazione, mobilitazione del pubblico, test del tuo prodotto o feedback?
Il mio obiettivo principale era quello di chiudere il budget per poter coprire le spese di comunicazione (locandine, cartoline, grafica), di post-produzione (musica), distribuzione (poter sostenere le spese per iscrivere il film ai festival e realizzare le copie in DCP, blu-ray per la proiezione in sala). Ma quando si fa un crowdfunding diviene impellente stratificare il proprio potenziale audience, soddisfacendo la necessità di creare una rete di sostenitori. Ritengo, infatti, che il crowdfunding possa giovare al film soprattutto da un punto di vista della comunicazione e del marketing, più che da un punto di vista economico.



>> Come vi siete organizzati per l'organizzazione e la gestione della campagna e quanto tempo direste di averle dedicato?

Prima di andare online sulla piattaforma di crowdfunding Ulule, abbiamo organizzato un perfetto piano di azione e abbiamo costruito un’ottima campagna di comunicazione: due elementi questi essenziali per il raggiungimento del goal.

>> Le ricompense sono al cuore del sistema del reward-based crowdfunding. Come avete lavorato per la creazione delle vostre ricompense?
È stato fondamentale il dialogo con le comunità di riferimento che intendevamo raggiungere e che avevano preventivamente assicurato il loro appoggio e sostegno. Bisogna aver bene chiaro a chi ci si vuole rivolgere e chi può essere l’ideale sostenitore del tuo progetto.

>> Per spargere la voce il più possibile e per mostrarsi coinvolti nel proprio progetto si consiglia spesso di organizzare non solo la comunicazione online ma anche offline. E' un consiglio che avete applicato alla campagna Uomini Proibiti?
Abbiamo organizzato eventi offline e presentazioni del progetto in luoghi interessati, creato una campagna di comunicazione anche cartacea. Nel nostro caso ha avuto un ruolo importantissimo anche il passaparola reale.

>> Quale era l'aspetto più motivante della campagne?
Credo che ad aver mobilitato molte persone sia stato il tema del film e l’urgenza di raccontare le storie dei nostri protagonisti. Il “why now?” in questo caso è stata la scintilla che ha messo in moto tutto.

>> Mesi dopo il termine della campagna, qual è l'avanzamento del progetto e quanto pensate che il crowdfunding abbia contributo?
Il crowdfunding ha sicuramente permesso di fortificare la comunità dei sostenitori del film e di questa affiatata produzione indipendente. Stiamo beneficiando tuttora dell’onda positiva che si è generata durante la raccolta fondi, intendo da un punto di vista della comunicazione. Infatti, a distanza di mesi, continuiamo a riempire le sale cinematografiche durante le presentazioni del film nei Festival e i nostri post su Facebook ottengono migliaia di visualizzazioni e numerose condivisioni.

 

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